07 Nov 2018

Come mantenere la suspension of disbelief

Innanzitutto, sai cos’è la suspension of disbelief?    

A coniare per primo questo termine è stato Samuel Taylor Coleridge, nel lontano 1817, per indicare quel meccanismo mentale per cui il lettore è disposto a leggere una storia fingendo di credere che tutto quello che racconta sia vero (o almeno possibile), anche se non lo è.

Diciamo quindi che si tratta di un gesto molto generoso, non credi? A quanto pare, le tue lettrici sono disposte a credere a qualsiasi cretinata/sparata/corbelleria ti salti in mente di scrivere.

A patto che.

Che tu la metta in condizione di farlo e non ti complichi la vita commettendo tutta una serie di piccoli grandi errori. Perché la suspension of disbelief non è una cosa scontata. È la predisposizione d’animo con cui una lettrice si avvicina al tuo lavoro ma che può cambiare repentinamente in qualsiasi momento.

E cosa succede a questo punto? Che la lettrice prende il tuo libro e lo chiude. Magari per sempre. Con la fatica che si fa ad attirare lettori in questo difficile mondo editoriale, di sicuro questo non è il destino che desideri per il frutto delle tue fatiche.

Ecco allora alcuni brevi consigli su cosa fare o non fare per mantere salda la suspension of disbelief delle tue lettrici.

Cosa fare

Ricorda, la suspension of disbelief è una fune sottile sospesa nel vuoto. Basta una piccola vibrazione per far capitombolare giù il tuo libro.

ORA TOCCA A TE! HAI MAI LETTO UN LIBRO E PENSATO… «MA DAI, QUESTA NON ME LA BEVO MANCO MORTA!»? SE TI VA, RACCONTAMELO, È SEMPRE UTILE ANALIZZARE QUESTI TRANELLI, PER EVITARE DI CADERCI!

Photo Credits: Edy Tassi TradAutrice

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Edy Tassi

Edy Tassi

Sono una traduttrice, una scrittrice e una writing coach.
Il ritmo delle mie giornate è scandito dai libri.
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