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Uno dei requisiti fondamentali di un buon traduttore, oltre a conoscere bene la lingua di partenza e ancora meglio quella di arrivo, è di essere un forte lettore. Questo si sa.televisore
Anche se poi tutti tendiamo a specializzarci in qualche tipo di testo (romanzi rosa, gialli, noir, narrativa per ragazzi, femminile, saggistica ecc…) la lettura espone a tanti registri diversi, che tornano utili quando ci viene proposta una traduzione che devia dalla tipologia di libri che siamo abituati a tradurre di solito.
Quello che forse è ancora un requisito meno riconosciuto ma che sta diventando sempre più importante è che un traduttore deve essere anche un telespettatore onnivoro.
Ti piacciono i programmi musicali? Be’, invece devi rassegnarti a guardare anche qualche fiction o serie tv. Preferisci i reality? Porta pazienza e guarda anche qualche talk show, ma che sia di quelli oltreoceano, mi raccomando!
La prova inconfutabile della necessità di dedicare qualche ora alla visione di programmi televisivi l’ho avuta leggendo un romanzo ambientato negli Stati Uniti, dove alcune ragazze si ritrovano dopo diversi anni. Due delle protagoniste in passato si sono fatte un sacco di dispetti ma ora, da adulte, si rendono conto che potrebbero invece avvicinarsi e diventare amiche.
Riporto alcuni scambi “incriminati”:

«Hey person?»
«Yes, other person?»

«So, person, I have a question for you.»
«I don’t know if the “person handbook” requires that I answer said question, but I’m all ears.»

Ora, io, davanti a uno scambio di questo tipo, avrei istintivamente tradotto “person” con “amica”:

«Ehi, amica?»
«Sì, amica?»

«Senti, amica, avrei una domanda per te.»
«Non so se il Manuale dell’Amica Perfetta prevede che io risponda, ma sono tutta orecchi.»

Una cosa così, insomma.
Invece, la traduzione pubblicata è questa:

«Ehi, persona.»
«Sì, altra persona.»

«Senti, persona, avrei una domanda per te.»
«Non so se il Manuale della Perfetta Persona prevede che io ti risponda, ma sono tutta orecchi.»

Perché? Perché lasciare “persona”, letteralmente? A me la traduzione sembrava così strana, che sono andata a curiosare su internet, chiedendo ai colleghi e frugando fra le pagine web. Cos’ho scoperto? Che in questo passaggio l’autrice si stava chiaramente (non per me, ovvio) riferendo alla serie TV Grey’s Anatomy.

In una puntata della prima serie di Grey’s Anatomy, Cristina e Meredith bevono qualcosa in un pub. Cristina, che è incinta e ha deciso di abortire, spiega a Meredith che sul modulo di ricovero ha dovuto indicare la sua “persona di riferimento”. Quindi la persona più importante, la persona a cui rivolgersi in caso di necessità. E quella persona è proprio Meredith. Da quel momento il termine “persona” diventa la parola emblematica che riassume tutto il loro rapporto di amicizia.
Ma per saperlo bisognava aver guardato il telefilm!
Morale? Quando stiamo traducendo qualcosa che ci suona strano, proviamo a dare un’occhiata al palinsesto televisivo. E la prossima volta che qualcuno ci dirà: «Sei sempre davanti alla televisione!» potremo tranquillamente rispondere: «Macché, sto facendo ricerca!»